Alla Carducci-Paolillo si incontrano memoria e musica. Incontro con il prof. Francesco Lotoro
- Fondazione ILMC

- 17 feb
- Tempo di lettura: 2 min

Un nuovo, intenso momento di riflessione ha arricchito l’annuale percorso educativo dell’Istituto Comprensivo “Carducci-Paolillo”, che il 12 febbraio, presso l’Aula Consiliare del Comune di Cerignola, ha ospitato l’incontro performativo “Ninna nanne nel fango e canti nel vento”, inserito nelle iniziative della Settimana della Memoria.
Dopo aver accolto negli anni scorsi testimoni e studiosi di primo piano come Maria Pia Bernicchia, Nando Tagliacozzo, Valeria Traversi e Titti Marrone, la Scuola Secondaria di primo grado ha proseguito il proprio itinerario educativo sulla Shoah dialogando con il prof. Francesco Lotoro — pianista, compositore, direttore d’orchestra e docente del Conservatorio di Bari — figura di riferimento internazionale per la ricerca sulla musica concentrazionaria. Da oltre trent’anni, infatti, Lotoro conduce una straordinaria opera di recupero, studio e valorizzazione delle composizioni nate nei campi di concentramento e nei luoghi di prigionia tra il 1933 e il 1953, restituendo dignità sonora alle voci che la storia ha tentato di cancellare. L’evento ha intrecciato parole, suoni e testimonianze in un percorso emotivo e conoscitivo che ha condotto simbolicamente i partecipanti dai ghetti fino ad Auschwitz e oltre. La musica, in questo itinerario narrativo, è emersa come spazio di resistenza interiore e come linguaggio universale capace di custodire memoria, protezione e speranza anche nelle condizioni più estreme. Ne è scaturita una riflessione condivisa sul valore etico del ricordare e sulla responsabilità contemporanea di non restare indifferenti davanti alle ingiustizie e ai conflitti del presente.
Patrocinata dal Comune di Cerignola, l’iniziativa ha visto la partecipazione attiva dell’orchestra e del coro “Carducci-Paolillo”, diretti dal M° Vincenzo Raddato, e il coinvolgimento trasversale dei diversi dipartimenti disciplinari dell’istituto. Proprio questa dimensione corale ha rappresentato uno degli elementi più significativi dell’esperienza: la memoria non come contenuto da trasmettere, ma come pratica educativa vissuta, condivisa e interiorizzata. L’incontro ha confermato il ruolo della scuola come presidio culturale e civile capace di trasformare la commemorazione in formazione critica, e la conoscenza storica in consapevolezza morale. In un tempo segnato da nuove fragilità globali, iniziative come questa mostrano come educare alla memoria significhi, in realtà, educare alla responsabilità verso il futuro.





Commenti