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FRANCESCO LOTORO

Enfant prodige, figlio di un sarto di Barletta, in Puglia, fin da bambino Francesco aveva una passione: il pianoforte. Ce n’era uno nella falegnameria di suo zio, a due passi da casa: ed era lì che passava tutto il suo tempo.

Una volta completati i suoi studi di pianoforte al conservatorio, Francesco viene ammesso al prestigioso Franz Liszt Academy di Budapest. Qui, divora musica e studia le opere dei grandi musicisti dell'Europa centrale. Fin quando, un giorno, si accorge che le biografie di molti di loro si interrompevano bruscamente nell'autunno del 1944.

È a Praga nel 1990 che Francesco per la prima volta s’imbatte casualmente in uno spartito composto in un Lager. Ha 27 anni e per lui è un vero colpo di fulmine che lo porterà a dedicare la vita al recupero degli spartiti composti nei campi di concentramento della seconda guerra mondiale.


La prima composizione recuperata è un pezzo di Gideon Klein. Francesco ricorda il tuffo al cuore che ebbe quando la sorella del pianista gli consegnò il suo primo manoscritto in un negozio di dischi. In quell’istante inizia la missione di Francesco. Legge tutto quello
che riusce a trovare sul pianista ceco nato nel 1919, deportato a Terezín nel 1941, trasferito ad Auschwitz nel 1944, e morto nelle miniere di carbone di Fürstengrube. "Il suo corpo non è mai stato trovato. Recuperare la sua musica, è per me l’unico modo per
riportarlo in vita"
racconta con emozione, Francesco.

 

"Costi quel che costi, continuerò a cercare ovunque questi tesori della letteratura musicale, per dare voce a chi decise di comporre musica per rimanere un essere umano in un luogo in cui di umano non c’era più niente. Suonare questa musica, persa e dimenticata per 70 anni, è come far rivivere la Biblioteca di Alessandria. È la mia ragione di vita”.

 

Era solo l'inizio. In 30 anni Francesco ha raccolto più di 8.000 partiture musicali composte nei lager, e il suo piccolo appartamento a Barletta è diventato il più grande archivio di musica concentrazionaria del mondo...ma il suo viaggio prosegue perché la musica da riportare alla luce è ancora tanta.

 

​Con il passare del tempo la notizia della sua straordinaria ricerca si è diffusa in tutto il mondo, tanto che nel 2013 il Ministro francese della Cultura ha assegnato a Francesco l'onorificenza di Chevalier de l'Ordre des Arts et Lettres, un riconoscimento seguito nel 2014 da quello di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferitogli dal Presidente Sergio Mattarella.

 

Due importanti opere editoriali sono state dedicate a Francesco e alla sua ricerca: il libro “Le Maestro: A la recherche de la musique des camps" dello scrittore francese Thomas Saintourens (pubblicato in Francia da Éditions Stock e tradotto in Italia da Piemme e nella Repubblica Ceca da Volvox), e il documentario Maestro del regista franco-argentino Alexandre Valenti, una co-produzione Italia-Francia andata in onda nel 2017 su France 2, France 5, RAI 3, RTVP 2 (Portugal) e proiettata in numerosissime sale cinematografiche di tutto il mondo.

Immagini Archivio Fondazione ILMC (il ritratto di Francesco Lotoro è di Giuseppe Marchisella) ©