
martedì 24 giugno 2025
Sinfonia del Novecento, questa incompiuta
I tempi della Storia, come quelli della Musica, non sono lineari ma circolari ossia accadono, si sviluppano ma poi tornano nell’identico senso o invertiti o retrogradi nella loro succedaneità; la dodecafonia concepita dall’ebreo austriaco Arnold Schönberg fu una applicazione seriale del perenne rimescolamento di note e costrutti sintattico-musicali nelle sue infinite combinazioni.
I tempi della Storia, come quelli della Musica, non sono lineari ma circolari ossia accadono, si sviluppano ma poi tornano nell’identico senso o invertiti o retrogradi nella loro succedaneità; la dodecafonia concepita dall’ebreo austriaco Arnold Schönberg fu una applicazione seriale del perenne rimescolamento di note e costrutti sintattico-musicali nelle sue infinite combinazioni.
Dovremmo provare nostalgia non già del passato ma del futuro, perché è là che realmente si trova la dimensione spazio-temporale di questa musica; dai Madrigali di Gideon Klein alla perduta Partita nel vecchio stile per pianoforte di Pavel Haas (opere scritte a Theresienstadt) sino ai 24 Preludi e Fughe scritti su fogli di telegramma da Vsevolod Zaderatsky (nella foto) nel Gulag di Magadan, sono gli antichi linguaggi musicali a nutrirsi di quel futuro che Lager e Gulag anticipano vertiginosamente.
Tutto ciò che del secolo scorso non abbiamo apprezzato, promosso, abbracciato nel profondo dell’anima scivola direttamente nel futuro; storicamente allocato alle nostre spalle, nei numeri e nella vastità il pensiero e il linguaggio musicale si trova realmente dinanzi a noi.
Una fondamentale preghiera ebraica inizia con “Ascolta (Shemà)” e non è rivolta ad Hashem ma paradossalmente a colui che prega ossia Israele (il popolo o il patriarca Giacobbe); quando…